Il segretario De Santis: “Ci sono soldi e misure nazionali, finanziarie e non, per la ripresa”

“Abbiamo recentemente effettuato un sopralluogo nei comuni del cratere del terremoto. Abbiamo parlato con commercianti, operatori turistici e imprenditori e ovunque sentivamo le stesse parole: ‘Per ripartire non ci ha aiutati nessuno, siamo andati avanti solo con le nostre forze e i nostri soldi’. Evidentemente, non conoscevano e non erano stati informati dell’esistenza di tante misure nazionali attivate a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma”. Partendo da questa constatazione, l’organizzazione sindacale Unione lavoratori europei (Ule) ha lanciato una campagna informativa sugli strumenti economici predisposti dal Governo in questi anni, volti appunto al rilancio delle attività nei territori colpiti dal sisma. “Ci siamo dati un obiettivo per il 2023 – fa sapere il segretario generale dell’Ule, Fabrizio De Santis –, supportare tutti i 140 comuni del cratere affinché le attività di ogni centro possano riaprire e ogni borgo possa riprendere vita. I soldi ci sono. Lo spopolamento sarebbe la fine per queste aree. Questi uomini e queste donne hanno il diritto di ricominciare e noi il dovere di essere al loro fianco”. L’Ule, che ha proprie sedi operative in Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo e il coordinamento a Terni, in corso Tacito 5 (info www.ule-italia.it) è infatti partner dell’Ente nazionale per il microcredito (Enm). Dispone pertanto di uno sportello informativo in collaborazione con l’ente dove gli utenti possono essere orientati verso l’accesso ai finanziamenti con percorso di assistenza e tutoraggio. Lo sportello, inoltre, fornisce informazioni e assistenza sui prodotti microfinanziari più recenti. In particolare, tre sono le misure, gestite dalla stessa Ule, a cui possono accedere gli abitanti dei comuni terremotati: Resto Qui, Yes I Start Up e SelfiEmployment.

Resto Qui sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali, con incentivi destinati a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 56 anni. Copre fino al cento per cento delle spese, con un finanziamento massimo di 50mila euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200 mila euro nel caso di società composte da quattro soci. Yes I start up è un percorso gratuito di formazione all’autoimpiego, che fornisce le competenze necessarie a trasformare un’idea imprenditoriale in realtà. Si rivolge a giovani tra i 18 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi di formazione professionale (Neet). SelfiEmployment finanzia con prestiti a tasso zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani Neet.

“Essendo partner di enti che hanno in mano gli strumenti per rilanciare il territorio – spiega De Santis –, andiamo a spiegare ai giovani, alle imprese già esistenti e a quelle che si vogliono costituire come portare avanti le loro iniziative, supportandole. Abbiamo, infatti, tutor che svolgono questo tipo di attività. Diamo un supporto di tipo strutturale e allo stesso tempo cerchiamo di mettergli in mano quegli strumenti e quei fondi necessari per partire con i loro progetti”. C’è poi tutto il discorso del microcredito. “Su questo strumento – conclude De Santis – abbiamo scommesso alcuni anni fa. Il microcredito permette al piccolo imprenditore o al giovane che vuole partire con la propria impresa di ottenere, senza bisogno di garanzie, un sostegno economico che in questo momento è di 50mila euro, ma che presto verrà portato a 100mila euro)”.