Arriva quel momento della propria vita dove bisogna fare le valige per partire lontano, lasciando la casa dei genitori per avventurarsi nelle grandi metropoli italiane. Con valigia alla mano ed i risparmi di una vita, così inizia l’esperienza da fuorisede per molti studenti italiani. Peccato che per molti studenti, questa esperienza resti un’utopia. Sui numerosi siti creati per la ricerca del tanto desiderato posto letto, scarseggiano gli annunci mentre aumenterebbero i costi degli affitti. Le stanze presenterebbero tutte le medesime condizioni: ultimi piani con soffitte adibite ad appartamento, vecchie classi energetiche, stanze prive di riscaldamento e con cucine con ancora la bombola a gas. Sui gruppi Facebook nati per la ricerca di questi alloggi vengono invece raccolte le denunce per la totale assenza di stanze per ragazzi e delle terribili esperienze che hanno costretto molti a lasciare il centro per vivere in altri quartieri se non in periferia, rinunciando alla sicurezza come anche all’uscire la sera. Tra le denunce abbiamo anche chi ha dovuto lasciare il proprio posto letto per le condizioni igienico sanitarie in cui versava l’appartamento, come una donna che avrebbe affermato di aver contratto malattie dermatologiche a causa di vecchi mobili in legno trovati nella stanza. A detta degli studenti le poche case che risultano abitabili possiedono contratti con alte penali e non equi fra locatore e conduttore, giustificati dall’esclusività dell’offerta visto il mercato immobiliare degli ultimi tempi, dove scarseggiano i posti letto quanto le stanze più vicine ai plessi universitari. Secondo il portale di annunci Immobiliare.it nella Capitale, ad esempio, l’offerta è calata dell’8,4% rispetto al 2022, a fronte però di un aumento del 73,1% della domanda. Milano si confermerebbe invece la più costosa, con affitti che superano anche le 600 euro. Chiude Bologna, dove molti locatori hanno seguito il fenomeno di AirBnB, dove affittano a molto e per brevi periodi. Per non parlare poi delle truffe che hanno messo in ginocchio tante famiglie che altro non volevano che un posto letto per il proprio figlio, con proprietari che approfitterebbero della disperazione di queste famiglie per chiedere la caparra ancor prima di firmare il contratto in modo tale da “bloccare la casa” per poi scomparire nel nulla, lasciando lo studente senza soldi e con quel famigerato posto letto da cercare che, ogni anno, diventano sempre di più.